04 settembre, 2006

Unan1mous... ovvero il bastone e la carota

L'altro giorno facevo zapping e chi mi trovo...
Era il suo nuovo programma in cui nove (mi pare) concorrenti devono darsi da fare per aggiudicarsi il montepremi di 1.500.000,00 euro.
La cifra va diminuendo in base al tempo che i partecipanti impiegano a fare alcune votazioni.
Non conosco a fondo le regole esatte del gioco, ma ho avuto una strana sensazione.
Qui come in altri giochi della TV mi sembra che questi poveri disgraziati (ok che nessuno ce li manda a forza) siano spinti a fare o a dire cose molto spesso poco dignitose nei confronti loro e degli altri, per cosa?
1.500.000,00 euro.
Ok sono tanti da cambiarti la vita.
Il conduttore poi lo fa anche pesare... 1.500.000,00 euro... eh si sono tanti soldi...!!!
Ma brutto **** tu stai lì che te li guadagni in un mese di lavoro e prendi pure per il **** noi comuni mortali...
Eh si 1.500.000,00 euro possono cambiarti la vita...
Concorrente 1 che lavoro fai?
Operaio? Impigato? Commerciante?
1.500.000,00 euro
Basta solo... prenderti a pesci in faccia, mangiare schifezze innaturali, svelare i tuoi segreti più nascosti, umiliarti davanti a tutta Italia...
E intanto tutti se la ridono felici e contenti con i risultati degli ascolti in tasca.
Insomma non so se rendo l'idea, mi sembra proprio come il bastone e la carota...
E poi la carota non è detta che si raggiunga!!!

01 settembre, 2006

In attesa

... Prendi una piccola pausa. Come se preparassi me, ma anche te stessa. Poi mi chiedi:
"Non hai paura che fra una anno te ne vai?".
Di Fronte a me, sulla finestra, c'è una piccola zona in cui il vetro è appannato. Ci dev'essere un guasto da qualche parte. Ne approfitto. Avvicino il dito. Scrivo "no"...
... Vedo la delusione che provi. Il colpo che subisci.
"Non hai paura che possa non esserci niente, dopo?"
Ancora col dito sottolineoil "no". Sei sempre più segnata dalle mie risposte. Forse anche dalla decisione con cui ho tracciato la riga. Ti trema il labbro di sotto.
"Quindi non ti spaventa che ci separiamo?"
Ora traccio un quadro intorno al "no". Mi guardi incredula, indignata. Sbatti le palpebre. Non riesci a controllarti.
"Mi stai dicendo che non ti preoccupa lasciarmi da sola?"
"Solo un pò", ti dico io continuando invece a non aprire bocca.
Ora ti scendono calde sulle guance. Sei scossa dai tuoi singhiozzi. Mi specchio nei tuoi occhi, Se tu mi vedessi come mi vedo io non saresti così sconvolta. Invece lo sei. Finisco il mio pensiero:
"Vado solo ad aspettarti per la prossima vita".

La neve se ne frega (Luciano Ligabue)

Da un pò di tempo mi ronza in testa questa frase... pagherei perchè fosse così.